Ortopedico, Specialista in chirurgia della mano e dell’Arto Superiore
Il nervo radiale origina dal plesso brachiale e innerva il tricipite (estensione del gomito) e i muscoli responsabili dell’estensione del polso e delle dita. Fornisce inoltre la sensibilità del dorso del braccio, dell’avambraccio e delle prime tre dita della mano. La paralisi si manifesta in modo diverso a seconda della sede e gravità della lesione.
La lesione del nervo radiale può essere:
acuta, in seguito a fratture (soprattutto dell’omero), ferite penetranti o interventi chirurgici;
cronica, dovuta a compressioni prolungate (arcata di Frohse, cisti, tumori);
temporanea, come nella cosiddetta paralisi del sabato sera, causata da compressione prolungata del nervo.
Disturbi motori: debolezza o paralisi dei muscoli estensori, con la tipica “mano cadente” (impossibilità a estendere polso e dita);
Disturbi sensitivi: riduzione della sensibilità sul dorso della mano e delle prime tre dita;
Lesioni alte: possibile coinvolgimento del tricipite con difficoltà nell’estensione del gomito.
La diagnosi è principalmente clinica, tramite valutazione della forza e della sensibilità. Gli esami strumentali sono di supporto:
Elettromiografia (EMG) per definire gravità e sede;
Ecografia per lo studio diretto del nervo;
Radiografie e risonanza magnetica per individuare fratture o compressioni.
Indicato nelle lesioni reversibili (neuraprassia o stupor):
monitoraggio clinico;
fisioterapia;
utilizzo di tutori.
Il nervo rigenera a circa 1 mm al giorno, per cui i primi segni di recupero possono comparire dopo 2–3 mesi.
Indicato quando non è previsto un recupero spontaneo:
neurolisi per liberare il nervo da compressioni;
sutura diretta nelle lesioni acute;
innesti nervosi se è presente un gap;
trasferimenti tendinei per recupero funzionale rapido;
trasferimenti nervosi, tecnica più moderna, che offre oggi i migliori risultati funzionali in molti casi.
La scelta dipende dal tipo di lesione e va valutata caso per caso con lo specialista.
nelle lesioni transitorie: fisioterapia e tutori per mantenere la funzione;
dopo chirurgia: immobilizzazione temporanea con stecca e successiva riabilitazione mirata per recuperare mobilità e funzione.
La paralisi del nervo radiale è una condizione complessa ma spesso trattabile. Una diagnosi precoce, un’attenta valutazione specialistica e un percorso terapeutico personalizzato sono fondamentali per ottenere il miglior recupero funzionale possibile.