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Prospero Bigazzi Chirurgo della Mano

Morbo di Dupuytren

Ortopedico, Specialista in chirurgia della mano e dell’Arto Superiore

Cos’è

Il Morbo di Dupuytren è una patologia cronica della mano che colpisce la fascia palmare, il tessuto fibroso situato sotto la pelle del palmo. Con il tempo, questa fascia può ispessirsi e retrarsi formando noduli e cordoni fibrosi che provocano la progressiva flessione di una o più dita.

Si tratta di una condizione che evolve lentamente e che può compromettere in modo significativo la funzionalità della mano, rendendo difficili attività quotidiane come infilare la mano in tasca, indossare guanti o stringere oggetti.

Nel Morbo di Dupuytren si verifica una proliferazione anomala del tessuto fibroso palmare. Inizialmente compaiono piccoli noduli sottocutanei, spesso indolori, che possono passare inosservati. Con il tempo questi noduli si trasformano in cordoni retraenti che “tirano” progressivamente le dita verso il palmo.

Le dita più frequentemente coinvolte sono anulare e mignolo, ma la patologia può interessare anche altre dita e, più raramente, entrambe le mani.

Non si tratta di un problema tendineo: i tendini sono generalmente sani. Il processo interessa esclusivamente la fascia palmare.

Sintomi

Il segno iniziale è la presenza di un piccolo ispessimento nel palmo della mano. Nelle fasi successive può comparire una retrazione progressiva delle dita, con difficoltà a estenderle completamente.

Il dolore non è sempre presente. Spesso il disturbo è più funzionale che doloroso. La progressione è lenta ma costante, e nelle forme avanzate può portare a una marcata deformità in flessione.

Un test semplice consiste nel tentare di appoggiare la mano completamente aperta su un piano: l’impossibilità a far aderire il palmo è un segno tipico delle fasi più avanzate.

Diagnosi

Il Morbo di Dupuytren ha una componente genetica importante ed è più frequente negli uomini, soprattutto dopo i 50 anni. È maggiormente diffuso nelle popolazioni di origine nord-europea.

Alcuni fattori possono essere associati alla patologia, come diabete, consumo di alcol e microtraumi ripetuti, ma la causa esatta non è completamente definita.

Quando trattare il Morbo di Dupuytren

Non tutti i casi richiedono un trattamento immediato. Nelle fasi iniziali, in assenza di limitazione funzionale significativa, può essere indicato un semplice monitoraggio.

Il trattamento è consigliato quando la retrazione delle dita supera un certo grado e interferisce con le attività quotidiane. 

Il criterio più importante: la limitazione funzionale

Si prende in considerazione la chirurgia quando la retrazione in flessione diventa significativa e impedisce movimenti essenziali. Un segno clinico semplice e molto utilizzato è il cosiddetto “table top test”: se il paziente non riesce ad appoggiare completamente la mano aperta su un piano, la retrazione è già rilevante.

In termini più tecnici, l’intervento è generalmente indicato quando:

  • la flessione del metacarpo-falangeo supera circa i 30 gradi;
  • è coinvolta l’articolazione interfalangea prossimale;
  • la deformità compromette attività quotidiane come infilare la mano in tasca o indossare guanti.

Nelle forme meno avanzate possono essere valutate procedure mini-invasive, mentre nelle forme più importanti è indicato un intervento chirurgico.

La chirurgia consiste nella rimozione selettiva del tessuto fibroso retraente (fasciectomia) per liberare le dita e ripristinare l’estensione. L’obiettivo è migliorare la funzionalità della mano, sapendo che la patologia può avere una tendenza alla recidiva nel tempo.