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Prospero Bigazzi Chirurgo della Mano

Paralisi del Nervo Radiale

Ortopedico, Specialista in chirurgia della mano e dell’Arto Superiore

Paralisi del Nervo Radiale

Il nervo radiale origina dal plesso brachiale e innerva il tricipite (estensione del gomito) e i muscoli responsabili dell’estensione del polso e delle dita. Fornisce inoltre la sensibilità del dorso del braccio, dell’avambraccio e delle prime tre dita della mano. La paralisi si manifesta in modo diverso a seconda della sede e gravità della lesione.

Cause

  • La lesione del nervo radiale può essere:

    • acuta, in seguito a fratture (soprattutto dell’omero), ferite penetranti o interventi chirurgici;

    • cronica, dovuta a compressioni prolungate (arcata di Frohse, cisti, tumori);

    • temporanea, come nella cosiddetta paralisi del sabato sera, causata da compressione prolungata del nervo.

Sintomi

  • Disturbi motori: debolezza o paralisi dei muscoli estensori, con la tipica “mano cadente” (impossibilità a estendere polso e dita);

  • Disturbi sensitivi: riduzione della sensibilità sul dorso della mano e delle prime tre dita;

  • Lesioni alte: possibile coinvolgimento del tricipite con difficoltà nell’estensione del gomito.

Diagnosi

La diagnosi è principalmente clinica, tramite valutazione della forza e della sensibilità. Gli esami strumentali sono di supporto:

  • Elettromiografia (EMG) per definire gravità e sede;

  • Ecografia per lo studio diretto del nervo;

  • Radiografie e risonanza magnetica per individuare fratture o compressioni.

Trattamento non chirurgico

Indicato nelle lesioni reversibili (neuraprassia o stupor):

  • monitoraggio clinico;

  • fisioterapia;

  • utilizzo di tutori.

Il nervo rigenera a circa 1 mm al giorno, per cui i primi segni di recupero possono comparire dopo 2–3 mesi.

Trattamento chirurgico

Indicato quando non è previsto un recupero spontaneo:

  • neurolisi per liberare il nervo da compressioni;

  • sutura diretta nelle lesioni acute;

  • innesti nervosi se è presente un gap;

  • trasferimenti tendinei per recupero funzionale rapido;

  • trasferimenti nervosi, tecnica più moderna, che offre oggi i migliori risultati funzionali in molti casi.

La scelta dipende dal tipo di lesione e va valutata caso per caso con lo specialista.

Riabilitazione

  • nelle lesioni transitorie: fisioterapia e tutori per mantenere la funzione;

  • dopo chirurgia: immobilizzazione temporanea con stecca e successiva riabilitazione mirata per recuperare mobilità e funzione.

Conclusione

La paralisi del nervo radiale è una condizione complessa ma spesso trattabile. Una diagnosi precoce, un’attenta valutazione specialistica e un percorso terapeutico personalizzato sono fondamentali per ottenere il miglior recupero funzionale possibile.